ARSENICO INORGANICO NEL RISO: PUBBLICATO IL NUOVO REGOLAMENTO

I tenori massimi di arsenico inorganico in taluni prodotti alimentari sono stati finalmente determinati sul mercato europeo, colmando così un vuoto normativo da tempo segnalato come problematico sia in termini di sicurezza sia in termini di certezza per l’operatore privato. Sino al 1 gennaio 2016 (data di entrata in vigore dei nuovi limiti), infatti, la disciplina europea considerava l'arsenico inorganico, quale contaminante, con esclusivo riferimento alla salubrità e potabilità dell'acqua oggetto della direttiva 98/83/CE.

Con il regolamento (UE) 2015/1006 della Commissione europea si modifica l'Allegato del regolamento n. 1881/2006, introducendo la sottosezione 3.5 dedicata all’arsenico inorganico, con riferimento ai seguenti alimenti:

·        riso lavorato: <0,20 mg/kg;

·        riso parboiled e semi greggio: <0,25 mg/kg;

·        cialde e cialdine di riso, craker di riso e dolci di riso: <0, 30 mg/kg;

·        riso destinato alla produzione di alimenti per lattanti e bambini: <0,10 mg/kg.

I nuovi limiti massimi sono frutto del risk assessment elaborato da EFSA in base al quale si è ritenuta non accettabile la dose giornaliera tollerabile pari a 15 mg/kg di peso corporeo riconosciuta dal comitato misto FAO/OMS esperti in additivi alimentari (JEFCA).

Infatti, secondo EFSA la correlazione tra esposizione ad arsenico organico e l'insorgenza di cancro al polmone, vescica e pelle, impone una soglia ben inferiroe tra a 0,3 e 8 mg/kg di peso corporeo. Le opinions di EFSA hanno anche preso in considerazione l'esposizione di bambini di età inferiore a tre anni e degli adulti consumatori di riso.

Sulla base di ciò e in virtù della procedure indicata all'articolo 2, regolamento 315/93, la Commissione, modificando il regolamento 1881/2006, fissa nuovi limiti massimi per l'arsenico inorganico

I tenori massimi individuati nel regolamento 2015/2006 saranno obbligatori in tutti gli Stati membri a partire dal 1 gennaio 2016.