VERSO UNA RESPONSABILITÀ OGGETTIVA DEL DETTAGLIANTE DI ALIMENTI?

I venditori di carne al dettaglio possono essere sanzionati se la carne fresca che vendono è contaminata da salmonella: questo in estrema sintesi il contenuto della sentenza emessa il 13 novembre 2014 dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (causa C-443/13). Principio quasi scontato se non fosse che il caso riguardava unità di carne preconfezionate dal produttore e vendute dal dettagliante.

Il caso originava dalla contestazione penale contro la titolare di una società austriaca, attiva nel commercio al dettaglio di alimenti, in quanto un campione di petto di tacchino fresco sotto vuoto, presente nel punto vendita, era risultato contaminato da salmonella. Nel corso dell’opposizione alla sanzione penale, il giudice aveva interrogato la Corte di giustizia sulla portata della responsabilità degli operatori del settore alimentare, laddove essi esercitino un’attività di mera distribuzione.

Nella sua sentenza, la Corte dichiara che le carni fresche di pollame contemplate dal diritto dell’Unione, devono soddisfare il criterio microbiologico relativo alla salmonella in tutte le fasi di distribuzione, compresa quella della vendita al dettaglio. La Corte stabilisce, inoltre, diversamente si comprometterebbe uno degli obiettivi fondamentali della legislazione alimentare, vale a dire il conseguimento di un elevato livello di protezione della salute umana.

L’ultimo dato interessante si trova, però, in chiusura dove la Corte, riconoscendo che il sistema austriaco di sanzioni costituisca un sistema di responsabilità oggettiva (che prescinde dalla colpa dell’imputato), osserva che un simile sistema non è, di per sé, sproporzionato rispetto agli scopi perseguiti ove lo stesso sia idoneo a incoraggiare i soggetti interessati a rispettare le disposizioni di un regolamento e ove gli obiettivi perseguiti rivestano un interesse generale tale da giustificare l’introduzione di un siffatto sistema. Una sorta di placet per il sistema di responsabilità oggettiva già invalso negli Stati uniti  per le violazioni alla legislazione alimentare? 

Scarica articolo come pubblicato in ItaliaOggi, Martedì 18 Novembre 2014, p. 31