IL CONCETTO DI NON CONFORMITÀ AL VAGLIO DELLA CORTE UE

Le modalità di identificazione di una non conformità alla legislazione igienico-sanitaria sono il thema decidendum di una recente sentenza della Corte di giustizia UE. Trattasi di un aspetto saliente per le attività di controllo ufficiale degli alimenti, atteso il frequente ricorso nelle disposizioni di diritto alimentare a condizioni quali “dove necessario”, “se appropriato” e simili disposizioni elastiche.

Con la sentenza del 6 ottobre 2011 la Corte di giustizia ha sancito la stretta e correlazione tra i requisiti igienici, di cui anche all’allegato del reg. (CE) n. 852/2004, e gli obblighi generali di igiene scolpiti all’articolo 5 del medesimo regolamento. In una tale lettura “organica” del regolamento CE n. 852/2004, la Corte richiama l’obbligo di adottare, applicare e mantenere aggiornare le procedure basate sui principi dell’HACCP (art. 5, reg. CE n. 852/2004): in quanto, come detto, i requisiti igienici devono essere applicati e, se del caso, interpretati all’interno del “contesto” giuridico più generale, occorre – avverte la Corte – non privare di efficacia l’articolo 5 che responsabilizza l’operatore del settore alimentare. Ne deriva, nel lineare ragionamento della Corte che

Ne consegue che, in una circostanza come quella oggetto della causa principale, dalla quale non emerge che un’effettiva contaminazione sia stata rilevata dalle autorità competenti, non si può concludere che gli operatori del settore alimentare interessati abbiano violato tale punto 3 sulla base della sola constatazione che un potenziale acquirente possa aver teoricamente toccato a mani nude gli alimenti in vendita o starnutito su questi ultimi, senza prendere in considerazione le misure che tali operatori hanno adottato conformemente all’art. 5 del regolamento al fine di prevenire, eliminare o ridurre ad un livello accettabile il rischio che può presentare una contaminazione ai sensi dell’allegato II, capitolo IX, punto 3, di tale regolamento e senza contestare l’insufficienza delle misure adottate a tale proposito sulla base di tutti i dati pertinenti disponibili.

Questa decisione assume una importanza cruciale nelle attività di controllo ufficiale degli alimenti non solo in una prospettiva europea ma anche con riferimento ai riverberi che essa potrà avere nell’ambito del diritto penale alimentare di profanazione nazionale, specie con riferimento alla contravvenzione del cattivo stato di conservazione.

avv. Daniele Pisanello