FRANCIA: IGIENE, C'È MOLTO DA FARE

Preoccupante Report del FVO in Francia per quanto attiene al controllo igienico-sanitario nel settore della carne, latte e prodotti derivati (doc. DG(SANCO)/ 2009-8231 - MR – FINAL).

Con riferimento ai controlli ufficiali svolti in Francia sui prodotti della carne, latte e derivati la missione lamenta l’assenza di adeguamento a quanto richiesto a conclusione della precedente missione. Le modifiche legislative promesse dall’Autorità competente transalpina non sono state adottate anche se alcuni aspetti, quali gli audit interni, la formazione del personale addetto al controllo ufficiale e le procedure di controllo sono stati oggetto di revisione conforme a quanto richiesto dai regolamenti di riferimento. A ciò si aggiunge il positivo riscontro in merito all’avvio di un sistema di gestione della qualità nel settore dei controlli ufficiali degli alimenti, con una attenzione alla categorizzazione del rischio, alla definizione delle priorità nei controlli e all’uniformazione delle procedure ispettive a livello nazionale. Permangono tuttavia aspetti in violazione della legislazione di settore: in particolare la mancanza di una cornice sanzionatoria specifica e commisurata alla gravità delle non conformità è elemento di preoccupazione per la Missione.

Altro punto dolente è costituito dalla gestione delle certificazioni ufficiali: permangono infatti prassi eterogenee a livello dipartimentale da parte dei servizi veterinari. Tutte le evidenze raccolte dalla Missione sono nel senso che le procedure richieste dalla Dir. 96/93/CE e dal Reg. 882/2004/CE non sono rispettate in quanto i certificati veterinari sono rilasciati senza la previa ispezione diretta o indiretta.

La missione sottolinea la buona conformità riscontrata nel settore privato lattiero caseario ma stigmatizza quella deteriore riscontrata, sempre su di un piano generale, negli stabilimenti operanti nel settore delle carni. Il rapporto dedica poi attenzione specifica al fatto che la gestione delle partite di latte non conformi ai livelli di celle somatiche ammesse presenta delle deficienze e che, ad oggi, è carente un adeguato sistema di reportistica dei risultati di controllo qualitativo raggiunti nel settore lattiero caseario.

Con riferimento all’organizzazione dei controlli, sebbene l’Autorità competente in base al Pacchetto Igiene operi in base all’analisi del rischio, le non conformità riscontrate nel parere del 2006 restano invariate (ad esempio assenza di una cornice sanzionatoria di natura amministrativa) se non peggiorate, come è stato riscontrato con riferimento alle certificazioni ufficiali, la cui “qualità” risulta deteriorata rispetto alla precedente missione.

È soprattutto il settore delle carni che, secondo la missione, presenta situazioni di preoccupante e perseverante non conformità rispetto ai requisiti di sicurezza igienica. Secondo il Rapporto l’autorità francese non disporrebbe dei poteri di enforcement adeguati per correggere le situazioni di non conformità.

A seguito delle evidenze raccolte, il rapporto ha indirizzato le seguenti raccomandazioni:

(1)     Semplificare al più presto (as soon as possible) la cornice legislativa di settore e soprattutto creare un sistema di sanzioni commisurato alla serietà delle violazioni riscontrare.

(2)    Correggere le violazioni relative alla certificazione ufficiale in modo da operare in conformità alla Dir. 96/93/CE.

(3)    Finalizzare e rendere perativo al più presto (as soon as possible) la procedura di registrazione/riconoscimento degli stabilimenti, definendo anche le eventuali deroghe.

(4)   Migliorare la capacità dell’autorità di controllo nella gestione delle non conformità riscontrare negli stabilimenti, soprattutto del settore delle carni.

(5)    Urgentemente predisporre misure di correzione per gli stabilimenti visitati dalla missione che hanno presentato gravi non conformità.

(6)   Rivedere al più presto (as soon as possible) la situazione esistente nei macelli classificati in categoria 3 e 4 e, inoltre, adottare misure correttive per raggiungere la conformità con gli standard comunitari e, se impossibile, chiude detti stabilimenti.

Daniele Pisanello
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