SCANDALO CARNE DI CAVALLO - NUOVI CONTROLLI ANTI-FRODE NELLA UE

Mentre indagini e processi legati all’horsemeat scandal dello scorso anno sono ancora in corso in alcuni Stati membri, la Commissione europea ha recentemente dato il via ad un secondo ciclo di controlli anti-frode con l’obiettivo di identificare ulteriori casi di adulterazione di carni e prodotti derivati.

 

Con la raccomandazione 2014/180/UE dello scorso marzo, la Commissione raccomanda agli Stati membri l’esecuzione di controlli ufficiali su prodotti (pre-imballati o confezionati al momento della vendita al consumatore) contenenti carne bovina o che hanno tale carne come ingrediente principale.  Nel caso specifico dell’Italia, come degli altri maggiori Stati membri, la Commissione si attende almeno 150 campionamenti da compiersi nel periodo 21 Aprile -16 giugno 2014m con l’obiettivo di accertare che nei prodotti in questione non sia stata utilizzata carne di cavallo non dichiarata in etichetta. Le ispezioni potranno riguardare pertanto un’ampia gamma di prodotti in vendita in supermercati, mini-market e macellerie. Gli Stati membri dovranno comunicare poi i risultati alla Commissione entro la fine di luglio di quest’anno, indicando il numero di casi di adulterazione individuati, nonché misure e sanzioni adottate. Poiché il primo ciclo di controlli coordinati svolto nel 2013 aveva rivelato una presenza relativamente limitata di residui veterinari (in particolare, fenilbutazone) nei prodotti testati, l’attuale round di controlli si concentrerà unicamente sull’identificazione di DNA equino.

 

Sotto un profilo giuridico, va sottolineato che la raccomandazione della Commissione, adottata sulla base dell’articolo 53 del Regolamento 882/2004, non ha forza vincolante e la sua esecuzione è rimessa, in buona sostanza, alla discrezionalità degli Stati membri. Tuttavia, conscia dell’importanza che l’organizzazione di controlli coordinati ad hoc può avere nella lotta alle frodi alimentari, nel contesto della revisione del Regolamento 882/2004 attualmente in corso, la Commissione sta spingendo per l’introduzione di una base giuridica che le permetta, al bisogno, di imporre agli Stati membri l’esecuzione di tali controlli.    


 

Raccomandazione 2014/180/UE

 

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L:2014:095:FULL&from=IT